Considerata la grande affluenza sui monti durante tutto l’anno qualche utile informazione relativa al soccorso alpino in Piemonte ci sentiamo di darla. L’ambiente montano ci offre molteplici spunti di riflessione e di godimento per la mente e per il corpo, le grandi distese innevate d’inverno, i paesaggi fioriti dell’estate e i colori indescrivibili dell’autunno, molte le emozioni che possiamo portare con noi ma… C’è sempre un ma, un qualcosa che dobbiamo considerare prima di avventurarci in un contesto che conosciamo poco o nulla, che può cambiare repentinamente aspetto con l’arrivo rapido di una perturbazione. Alcuni aspetti riguardanti il “cosa sapere” li abbiamo già affrontati in un altro articolo, oggi vorremmo ragionare su quelle che possono essere le conseguenze di uno scorretto atteggiamento o comportamento. In generale la facilità di arrivo alle alte quote con i mezzi a motore porta molte persone a diretto contatto con la montagna. Non tutte queste persone però possono essere considerate escursionisti consapevoli, ossia escursionisti abituati a muoversi in ambito montano, dotati di opportuno abbigliamento e attrezzatura e soprattutto in grado di comprendere dove si trovano. Certo l’esperienze viene con la prossimità, con la frequentazione, però attenta e rispettosa. Camminando sovente lungo i sentieri del Parco del Monviso capita sempre più spesso di imbatterci in  un mondo variegato di escursionisti che ci piace chiamare “inconsapevoli” e non sempre e non tutti, a volte, sono alle prime salite escursionistiche. Durante la stagione estiva si notano calzature inadatte, molte scarpe da ginnastica, addirittura sandali o simili, su sentieri sassosi con presenze anche di nevai da attraversare, zaini inesistenti o non provvisti di T-Shirt di ricambio, antipioggia, antivento o giacca leggera, borracce d’acqua o altri generi di conforto dimensionati in relazione alla difficoltà della gita intrapresa.
Se questi aspetti o difetti possono e devono essere corretti durante un accompagnamento guidato (leggi il ruolo dell’accompagnatore naturalistico) se si procede senza questo ausilio tali leggerezze possono creare problemi e alcune costare care, anche economicamente, sopratutto in Piemonte.
Prendere una storta con un paio di scarpe da ginnastica su un percorso accidentato e non riuscire a proseguire, essere sorpresi da una bufera di neve senza un adeguato abbigliamento, intraprendere una salita con dislivello elevato rispetto alla nostra preparazione e successivamente richiedere l’intervento del  Soccorso Alpino e Speleologico, che è una sezione nazionale del Club Alpino Italiano, non è gratuito in Piemonte, ma può avere costo economico. Infatti dal 1 gennaio del 2016 la Regione Piemonte ha deliberato la compartecipazione al costo da parte degli utenti per gli interventi ritenuti “immotivati, inappropriati o provocati da un comportamento imprudente “. Solo la chiamata e recupero con conseguente ricovero in Pronto Soccorso rimane gratuita, per tutti gli altri casi esiste un diritto fisso di chiamata di importo pari a 120 euro e un costo al minuto di volo pari a 120 euro. Per una chiamata causata da utilizzo di dotazione tecnica non adeguata o dalla scelta di percorsi non adatti al livello di capacità o al mancato rispetto di divieti, l’escursionista sprovveduto dovrà rimborsare fino a 1000 euro. Infine per una chiamata totalmente non motivata, la persona soccorsa dovrà coprire il costo totale di intervento.
Che dire, a buon intenditor poche parole…

Video sulla sicurezza in montagna realizzato dalla Fondazione Montagna Sicura