ciaspolata tenou val varaitaSovente ci vengono richieste informazioni di carattere generale, ma non solo, circa la difficoltà di una determinata escursione in montagna, quale grado di preparazione fisica sia necessario, se per la gita è adatta anche a principianti o se posso portare mio figlio; ebbene cerchiamo in queste poche righe di dare alcune indicazioni.
La facilità con cui oggi si può raggiungere una quota considerevole stando comodamente seduto sulla propria auto, unita ad una generale idea sociale che l’individuo debba sempre superare i propri limiti, senza peraltro conoscerli, genera sovente una carente attenzione al diverso ambiente in cui si trova catapultati. Fatta questa premessa, che però dovrebbe far scattare la prima molla del ragionamento, per effettuare un’escursione in montagna serve il giusto allenamento, a seguire daremo alcune informazioni, spetterà al lettore la definizione del proprio livello e scegliere di conseguenza.
Tutte le escursioni in un contesto montano risentono di alcuni parametri standard quali: dislivello, sviluppo/lunghezza, durata, grado di difficoltà, condizioni del tracciato, condizioni meteorologiche, stato psico-fisico del partecipante.
Per dislivello intendiamo la differenza di quota tra il punto di partenza dell’escursione e il punto di arrivo (dislivello in salita) a cui ovviamente va aggiunto, se il tracciato non cambia, la stessa quota in discesa, che non sempre e non per tutti è più facile dell’ascesa (problemi ad un ginocchio?)
Per una persona giovane o mediamente allenata, che fa attività sportiva almeno una volta a settimana, durante l’escursione in montagna domenicale può raggiungere agevolmente i 600/800 metri di dislivello. Chi non pratica sport ma è abituato a camminare giornalmente e magari ha superato la cinquantina, allora può pensare di partire per una gita che non superi i 300/400 metri di dislivello. Per i sedentari che leggono o condividono post di montagna, l’invito è di non rinunciare all’idea di iniziare a praticare la montagna, ma di come ci si veste trekkingfarlo con un approccio soft, iniziando a camminare giornalmente e facendo delle piccole escursioni con poco o nullo dislivello.
E per i bambini? Loro sono ricchi di vitalità e di energia e se stimolati nella vita all’aperto fin da piccoli la vivranno durante la loro crescita, l’importante è non forzare troppo e iniziare con gradualità, suscitando sempre interesse, stimolando l’innata curiosità. Per loro in una gita è importante fare delle scoperte, non guardare dei panorami, quindi può essere utile scegliere l’itinerario giusto e soprattutto viaggiare in compagnia di altri bambini.
Ovviamente evitiamo di indicare alle persone in piena attività fisica quali gite fare, lo sanno meglio di noi.
Per quello che riguarda il parametro della durata dell’escursione segnaliamo solo che può essere importante quando si affrontano escursioni in montagna con meteo variabile (ci sorprende la neve o la nebbia), con carichi pesanti (questo zaino è una zavorra) e con partenze non proprio mattiniere (in inverno il buio arriva presto).
Il grado di difficoltà di una gita influisce e definisce meglio il tracciato da percorrere, senza entrare nelle definizioni tecniche quello che ci interessa segnalare è che fare 500 metri di dislivello in 5 chilometri di sviluppo è ben diverso che farli in 3 chilometri, inoltre la differenza che ci può essere tra lo stesso tracciato in diversi momenti dell’anno e quindi riflettere sulle condizioni dello stesso; pensare di aver fatto un percorso in estate e di rifarlo in inverno con le ciaspole ai piedi immersi nella neve fresca, ecco due pianeti diversi. Le condizioni meteorologiche rientrano nei parametri che determinano le condizioni del tracciato e quindi incidono nella difficoltà generale; un’escursione sotto una forte nevicata, bellissima esperienza per altro (immagini), è assai diversa da una luminosa e calda giornata di sole. Anche la quota raggiunta incide nella difficoltà del nostro incedere, più si sale di quota è più l’ossigenazione del sangue scarseggia e la fatica aumenta, fino ai 2000 metri il problema è tutto sommato relativo, oltre i 3000 metri aumenta la sofferenza dei tessuti poco ossigenati.
escursione in montagnaNeve e sole ma allora come ci di deve vestire per una escursione in montagna? Rimandiamo a questi link utili per gli approfondimenti (abbigliamento ciaspolataabbigliamento trekking), segnaliamo solo che per esperienza diretta molte persone che partecipano alle nostre escursioni arrivano con zaini dal “dolce peso”, sicuramente è utile avere quello che può servire a portata di mano, ma non esagerare, soprattutto nelle gite in giornata; sarà comunque l’esperienza a guidare la selezione delle cose utili o meno.
Una delle domande che ci vengono sovente rivolte è: “posso portare con me il cane nelle escursioni in montagna?“. Qui il discorso si complica e cerchiamo di essere brevi e chiari.
Nelle escursioni per proprio conto portare il cane al seguito è possibile previa la verifica dei luoghi attraversati (Parchi, riserve speciali, alpeggi) e dei locali in cui si vuole fare sosta (non tutti accettano animali), invece nelle escursioni di MonvisoPiemonte è consentito portare il cane, purchè non sia aggressivo e sia assicurato; se durante la gita ci saranno persone che non gradiranno la vicinanza dell’animale (fobie/allergie?), sarà cura del proprietario gestirlo al meglio per ovviare al problema.
Infine tutte le indicazioni fin qui fornite devono essere naturalmente riviste sulle condizioni psico-fisiche della persona, lo stato di salute, gli eventuali problemi fisici o patologie; l’invito che non ci smetteremo mai di fare, utile in particolare per i principianti, è quello di affidarsi ad un accompagnatore esperto del territorio e a non muoversi mai da soli.