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Alla scoperta dei laghi del Monviso

Le rubriche di Monviso Piemonte, Racconti di un’escursionista qualunque / 2 Giugno 2024 by Elena Cischino / 2 commenti

giro dei laghi monviso 300x200 1Meno di un mese fa mi avventuravo nel Vallone dei Quarti, equipaggiata di ciaspole e ramponi, per raggiungere ed ammirare il lago Chiaretto in fase di disgelo. C’era molta neve e l’ingresso nell’anfiteatro di Monviso, Visolotto e Viso Mozzo era decisamente invernale.  Oggi lo scenario che ha accolto me e gli amici di Monviso Piemonte non lascia dubbi al fatto che l’estate sia arrivata anche in alta montagna. Guidati da Giacomo risaliamo il corso del rio dei Quarti da Pian della Regina per toccare, in un suggestivo itinerario ad anello, i principali laghi del Re di Pietra.
L’abbondante pioggia di questa primavera ha reso ricchi i corsi d’acqua, e fa piacere vedere il neonato Po serpeggiare impetuoso in mezzo ai pendii ricchi di erba e di innumerevoli varietà di fiori, ed il nostro impegnativo sentiero farsi spazio fra i cespugli di rododendro ed i ciuffi di arnica in piena fioritura.
Seppur faticoso ed incessantemente in salita, il percorso è assai più semplice senza neve, tuttavia riprovo la stessa sensazione di un mese fa, appena uscita dal corso del rio, all’imbocco dell’esteso sipario dominato dai giganti di pietra. Il silenzio improvviso, che annulla il suono argentino dell’acqua che scorre, mi infondono nel medesimo tempo stupore, senso di impotenza ed ammirazione per quel che vedo: il Re ed i suoi vassalli si ergono severi e mastodontici, e prevalgono su tutto il resto da tempo immemore, incuranti di chi cammina su questi sentieri.
L’esile e dorata madonnina, conficcata su un grosso masso ad memoriam, ci ricorda che la montagna non va sfidata ma rispettata. Sempre.
Il sentiero sale ancora. Fa caldo, si suda e si beve parecchia acqua. Il lago Chiaretto appare all’improvviso oltrelago chiaretto 300x200 1 una bastionata rocciosa, come un gigantesco occhio di un indescrivibile colore turchese che si apre fra ciclopici, cubici pietroni, catturandone i riflessi che si stemperano con quelli dei nevai del Monviso e delle nuvole dispettose che proprio ora ne celano la sagoma. Da qualunque angolazione lo si guardi, questo specchio d’acqua è bello e sa sempre stupire con le sue sfumature ogni volta diverse e mutevoli come quelle del tempo in questa valle.
Giacomo ci spiega che il caratteristico colore del Chiaretto è dovuto alla forte concentrazione dei minerali contenuti nelle rocce del Monviso. Mentre ascolto, mi piace immaginare il Re di Pietra nell’atto di trasfigurarsi in un enorme titano che trova refrigerio nel bagnarsi i piedi in questa acqua, fondendosi in parte con essa e ricompensandola per il refrigerio con questo incredibile e singolare colore.
Costeggiamo il lago percorrendo un tratto del sentiero del Giro del Monviso, quindi al bivio seguiamo le indicazioni che portano nella direzione del rifugio Giacoletti.
C’è ancora molta neve qui, ed è curioso osservare la superficie del manto che evapora al sole, creando un sottile strato di vapore che fluttua con la brezza leggera. Dietro di noi il Chiaretto ci saluta da lontano regalandoci stupendi scorci. La tentazione di girarmi a guardarlo ancora una volta è forte, così come il desiderio di fare mio quel suo color turchese, affinché rimanga indelebile nella mia mente, fino alla prossima volta in cui lo rivedrò.
Arriviamo in prossimità di un ripido pendio innevato, e sul fondo della conca, un piccolo lago, il Lausetto, occhieggia con le sue infinite sfumature di blu, cangianti dal centro verso la periferia, quasi come un’enorme sezione di agata, uno dei miei minerali preferiti. Il sole che va e viene accende e fa virare le sue tonalità.
Aggiriamo lo strapiombo lungo il sentiero, pestando ancora un po’ di neve, e giungiamo sulle rive del lago che pullulano di piccole rane temporarie.
Pranziamo e prendiamo un po’ di sole ma, come di consueto in valle Po, nel primo pomeriggio le nebbie iniziano a salire. Ci affrettiamo e ci spostiamo al vicino lago Superiore. Sono abituata ad osservare questo lago dall’alto, lungo il sentiero che conduce al rifugio Giacoletti. Mi ricordo una bella immagine di questo bacino d’acqua: erano i primi di settembre e stavo facendo il giro del Monviso. In quel momento non c’era nebbia ed il sole del pomeriggio faceva specchiare i colori del cielo nel lago, rendendolo di un azzurro vivido e creando un suggestivo contrasto con il rosso delle foglie dei mirtilli. Oggi lo vedo da una prospettiva diversa. Le calme acque, la nebbia che si addensa e le basse pareti rocciose della conca rivestite da licheni verdastri mi fanno venire in mente i placidi laghi dell’Italia centrale, non sicuramente di origine glaciale. Sarebbe bello costeggiarlo e ridiscendere lungo un percorso che tocca giro dei laghi monviso2 300x200 1una cascata, ma molti di noi non sono attrezzati, perciò scegliamo di scendere su Pian Fiorenza verso l’omonimo lago.
Il sentiero è ripido e pietroso, seppur ingentilito dalla presenza dei numerosi rododendri in fiore.
Fischi di marmotte riecheggiano in lontananza accompagnando la nostra discesa. Il lago Fiorenza è purtroppo avvolto dalle nebbie e non é possibile vedere il riflesso di Monviso e Visolotto nelle sue acque. Solo qualche pietra affiora nitidamente dalle sue acque, e la spessa foschia è illuminata da gruppi di gialli ranuncoli lungo le rive.
In breve tempo guadagniamo Pian del Re e le sorgenti del Po, quindi prendiamo la via di discesa su Pian della Regina. La poderosa cascata del Po purtroppo è in parte nascosta dalla nebbia, che ovatta anche il rumore del suo scroscio. Distese di ranuncoli gialli punteggiano i prati intorno a noi, tanto che ci sembra di camminare in un quadro impressionista. Più lontano, l’inconfondibile sagoma di una marmotta che vigila si distingue tra le brume. Nessun fischio. Il Po è più grande ed inizia la sua discesa verso Crissolo, proprio come noi che risaliamo sulle nostre auto un po’ stanchi ma con la mente piena di meravigliose immagini e ricordi.

Testo di Elena Cischino, tutti i diritti sono riservati

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Emanuele

    10 Marzo 2022 alle 11:57

    Buongiorno, ho letto sul sito
    https://www.parcomonviso.eu/visite/sentieri-ed-escursioni/il-giro-dei-laghi-del-monviso
    i quattro giri dei laghi del Monviso, è possibile sapere, orientativamente la durata di ogni giro? Grazie

    Rispondi
    • Fabio

      10 Marzo 2022 alle 16:07

      Buongiorno Emanuele, i 4 giri proposti sul sito del Parco del Monviso si equivalgono come durata.
      Difficile essere precisi, molto dipende dal passo. Approssimativamente potremmo dire circa 5 ore ogni giro.
      Buona giornata

      Rispondi

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