Racconti di un’escursionista qualunque

//Racconti di un’escursionista qualunque

Qualcuno scrisse che la montagna ci offre la cornice, e che tocca a noi inventare la storia che va con essa.
Il paesaggio alpino delle nostre amate valli sulle quali veglia silenzioso il Re di Pietra sono fonte di ispirazione per ciascuno di noi.
Camminare è il modo migliore per mettere a contatto il nostro vero io con la natura che ci circonda. Passo dopo passo, incedendo lentamente, i nostri sensi si aprono e diventano più ricettivi alle emozioni, entrando quasi in simbiosi con l’ambiente.
Nel silenzio di un anfiteatro di roccia in quota udiamo cantare il vento. Nella quiete di un bosco, riusciamo a distinguere il delicato volteggiare delle foglie che cadono dai rami. Nei verdi pendii erbosi in primavera possiamo cogliere i profumi delle singole varietà di fiori. Muovendoci sulla coltre di neve in inverno sentiamo l’odore del freddo, mentre lo sguardo riesce a catturare dettagli bianchi nella vastità del bianco intorno a noi.
L’insieme di questi flash emozionali, alla fine di un’escursione, sia essa facile oppure no, lascia un’impronta nella nostra anima, e ci mette in comunicazione con il nostro io più profondo, quello che caratterizza la nostra essenza vera e pura nella sua semplicità.
La montagna infatti ridimensiona ogni cosa dall’alto della sua prospettiva. Circondati da cime vicine e lontane, immobili ed imperturbabili da migliaia di anni, mentre ogni giorno il sole sorge per poi tramontare e le stagioni si ripetono ciclicamente, percepiamo in modo quasi fisico la nostra piccolezza e brevità esistenziale, ricordando a noi stessi che quando non ci saremo più, tutto questo continuerà ad esistere, senza essere minimamente scalfito dalla nostra assenza. Perciò la montagna ci invita a darci da fare, a non perdere tempo, a dare il giusto peso ai problemi del quotidiano e ad affrontarli nel giusto modo, lasciandoci guidare lungo la via dai precetti semplici che si tramandano attraverso le generazioni: costanza, sacrificio, solidarietà. Gli stessi a cui ricorriamo quando, durante un’escursione, ci poniamo una meta-obiettivo. La salita costa fatica, la lunghezza dell’itinerario può scoraggiare ma l’idea del panorama che vedremo non ci fa mollare, ed il camminare insieme ad altre persone fa sì che ognuno incoraggi gli altri e sia da loro incoraggiato.
Non è importante arrivare più in alto degli altri, è importante arrivare dove si vuole.
Da tutto questo è nata l’idea di condividere, sotto forma di racconto, le emozioni provate durante le escursioni fatte nei luoghi intorno al Monviso da una persona qualunque, che sarei io.
Non da un’alpinista, e neppure da una sportiva professionista, ma da una persona normale, quale io sono, affezionata ai paesaggi intorno ad una Montagna il cui profilo ha sempre vegliato sui luoghi della mia infanzia e giovinezza, che scrive per far conoscere quanta bellezza si può trovare a pochi passi da casa e come questa possa diventare parte di noi, migliorandoci.
Elena Cischino