Il bramito dei cervi durante l’accoppiamento

Il bramito dei cervi durante l’accoppiamento

cervo-monvisoVi è mai capitato di sentire, magari in notturna, degli ululati di lupo risuonare in una valle alpina? Quando mi è capitata questa fortuna, mi sono sentito avvolto da suoni che non giustificavo come onde, il mio essere percepiva quest’evento straordinario come un corpo solido, seppur trasparente, che letteralmente rioccupava uno spazio fisicamente, quasi a dire: “Spente le luci, ci siamo noi”. Davano l’impressione di essere ovunque, lungo i due versanti della valle che stavo percorrendo. Bellissimo.
La sensazione non è diversa da altri suoni straordinari dei quali voglio parlare in questo breve articolo: i bramiti dei cervi, il verso che emettono durante il periodo degli amori. Sono versi potenti, descrivibili forse come muggiti molto rauchi, selvaggi.
I cervi sono mammiferi eleganti, camminano in punta di unghia, e sono animali gregari, durante l’anno formano gruppi a seconda del sesso e dell’età degli individui: branchi di femmine con piccoli fino a due anni e branchi di maschi. Solo gli individui più vecchi vivono normalmente un isolamento maggiore. Con l’inizio dell’autunno, per circa un mesetto, si assiste invece ad un evento che cambia la disposizione degli animali sul territorio: il periodo dell’accoppiamento. Il maschio adulto agisce per occupare territorialmente lo spazio e formare un suo harem che tiene unito grazie alla potenza della sua voce, che oltre a favorire l’ovulazione delle compagne, se abbastanza potente ed emesso frequentemente funge da parziale deterrente per altri maschi.
I territori occupati dai cervi si riempiono quindi dell’energia dei bramiti e non è raro un incontro con il maschio, che investe tutta la sua attenzione alla costruzione dell’harem e non viene interessato dalla figura tipica del turista di montagna con scarponi, zaino, bastoncini…
Le femmine scelte partoriranno il loro unico piccolo in primavera. Se ne incontrate uno (difficilissimo vederli anche passandoci vicino tale è il loro livello di mimetismo), non toccatelo assolutamente: la madre non lo riconoscerebbe più e il piccolo sarebbe destinato a morte certa. Godete invece della vostra fortuna nella quiete più rispettosa e lasciate il territorio ad una madre invisibile ma vicina ed attenta che non aspetta altro che venire a liberare il suo cucciolo dai timori vissuti.
Seguendo i cerci durante il bramito è possibile incappare in un loro fastidiosissimo parassita, la mosca del cervo, non abbiate timore è innocua per l’uomo, seppur fastidiosa. In autunno è sempre in calendario un’escursione per vedere e sentire da vicino il bramito dei cervi, non perdetevela!

Testo: Gabriele Brusa – Accompagnatore naturalistico MonvisoPiemonte

2017-11-06T07:50:43+00:00

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