Saluzzo, la bella ai piedi del Monviso

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Saluzzo, la bella ai piedi del Monviso 2017-07-28T09:38:41+00:00

La città di Saluzzo storicamente nota come la capitale del Marchesato omonimo, preserva pressoché intatte le caratteristiche urbanistiche del quattrocento. Il centro storico, adagiato sulla collina a 340 metri sul livello del mare a ridosso della catena alpina che scende dal Monviso tra le valli del Po e del Varaita, era racchiuso in origine da una duplice cerchia di mura; custodisce in un dedalo di vie e scalinate, chiese, eleganti palazzi nobiliari con logge e altane e giardini nascosti. Saluzzo e il suo territorio propongono splendide testimonianze d’arte, d’artigianato e di storia, sono il luogo ideale per una vacanza all’insegna della buone ed economica cucina, delle escursioni naturalistiche, delle gite in montagna, delle arrampicate sulle palestre di roccia, delle discese sciistiche poco frequentate della Valle Po. Saluzzo è anche un importante centro dell’antiquariato, del mobile d’arte e del restauro. Molte sono le botteghe artigiane del legno e del ferro valorizzate dalle annuali Mostre di Antiquariato (maggio) e di Arredamento (settembre).
Nel XIII secolo Saluzzo inizia un’evoluzione urbana segnata da due momenti significativi: la formazione del borgo superiore e la costruzione del nuovo castello e della cinta difensiva intorno al borgo stesso. La prima attestazione del nuovo borgo si registra nel 1217 in burgo Saluciarum, Nel 1250, il borgo venne definito come “burgo novi superiori Saluciarum, prope capellam plebis, que est in medio foro”. La comparsa del riferimento topografico burgo Saluciarum denota, quindi il cambiamento, ormai in atto, della concentrazione degli abitanti in un nuovo centro insediativo a maglie più fitte, posto sulle pendici della collina, tra il castello e la pieve. L’importanza assunta dal nuovo borgo si denota dalla presenza in anni precoci delle principali istituzioni “cittadine”; la cappella si affacciava sul foro, ovvero la platea, lo spazio antistante al castello inferiore, che scende verso la pieve in pianura, costituendo l’asse portante di tutto lo sviluppo urbano di Saluzzo, ed acquisendo sempre maggiore importanza, come denotano i palazzi e le istituzioni che ne occuperanno parti sempre più rilevanti, ad iniziare dalla stessa famiglia marchionale. Nel XV secolo continua il processo di cambiamento e di articolazione dello spazio urbano che aveva fondato le sue basi nei due secoli precedenti. Alla suddivisione dello spazio urbano in borgo inferiore e superiore, si affianca presto un’ulteriore  ripartizione delle aree comprese nelle due cinte difensive. Si decide di aumentarne il numero, suddividendo in modo più funzionale lo spazio entro le mura. I tre borghi, Valoira, di Mezzo e San Martino, sono stati ideati seguendo dei criteri semplici, ma lineari, volti a suddividere l’abitato seguendo l’andamento orografico del terreno e gli assi spaziali delineati dalla realizzazione della cinta difensiva e dalle porte urbane. Il momento di passaggio tra la suddivisione in due borghi a quella in tre sembra attestarsi intorno agli anni sessanta-settanta del XV secolo e, naturalmente, si tratta di un cambiamento graduale.

Testo di Silvia Beltramo

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