I Valdesi e la chiesa Valdese

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La Chiesa valdese nasce nel 1532 nelle Vallate del Pellice, del Chisone e del Germanasca in Piemonte (oggi note come Valli Valdesi) ed è l’unica chiesa, nata nella Riforma protestante sul territorio italiano, sopravvissuta alla Controriforma.
La Chiesa valdese prende il suo nome da Valdo, che fondò intorno al 1170 il movimento dei Poveri di Lione, dopo la sua morte chiamati “valdesi”. I valdesi medioevali erano pauperisti, pacifisti, con una fede legata in modo letteralista al testo biblico, letto e diffuso in lingua volgare. Dalle contraddizioni tra testo biblico e realtà della chiesa medievale, nacque la loro critica della Chiesa di Roma. Vennero ben presto perseguitati dall’Inquisizione come eretici.
La presenza di sostenitori del movimento valdese nelle vallate del Piemonte contribuì all’adesione dei Comuni di quella zona alla Riforma protestante nel 1532. In memoria del movimento medioevale, sotto alcuni aspetti precursore della Riforma del ’500, la Chiesa ha conservato il nome valdese.
La Controriforma segna un periodo buio per i valdesi che vede nel 1561 la distruzione delle comunità in Calabria e culminano nel 1655 con le “Pasque piemontesi” che vedono l’occupazione delle valli del Pinerolese e il massacro della popolazione valdese. I valdesi trascorrono oltre tre decenni in esilio nei Paesi riformati tentando ripetutamente, ma senza successo, il ritorno alle loro terre. Nel 1689, complice il capovolgimento della situazione geopolitica europea, una spedizione di un migliaio di uomini intraprende una marcia forzata che porta i valdesi a riconquistare le terre dalle quali erano stati cacciati; un cammino conosciuto come il Glorioso Rimpatrio che è possibile percorrere con un trekking di 4 gg.
La sanguinosa storia della Chiesa valdese, che ha visto persecuzioni, roghi, ghettizzazione e angherie di tutti i tipi, finì definitivamente il 17 febbraio 1848, quando il Re Carlo Alberto di Savoia con le Lettere Patenti riconobbe ai suoi sudditi valdesi ed ebrei i pieni diritti civili. Per commemorare l’evento ancora oggi nelle valli valdesi la sera del 16 febbraio vengono accesi numerosi falò e in quel periodo a livello nazionale insieme alla Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane, si celebra attraverso numerose iniziative la “settimana della libertà”. Con l’Unità d’Italia la situazione religiosa del Regno di Sardegna si estese su tutto il territorio nazionale e permise ai valdesi e ad altre confessioni evangeliche, la fondazione di chiese nelle città italiane.
La Chiesa valdese fa parte della famiglia delle Chiese riformate (calviniste), quindi è membro dell’Alleanza Riformata Mondiale, è molto attiva nel dialogo ecumenico a livello nazionale e locale e a livello internazionale (Consiglio Ecumenico delle Chiese). Come chiesa protestante, e certamente a motivo della sua storia, la Chiesa valdese è impegnata nella difesa della libertà di coscienza, di pensiero e di religione e sostenitrice della laicità dello stato.

Per maggiori informazioni Fondazione centro culturale valdese

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2017-07-28T09:39:03+00:00

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